Dati di produzione: come usarli per velocizzare il time to market

Fino a qualche tempo fa i dati di produzione sarebbero stati definiti come l’oro nero delle aziende. Nel contesto odierno più votato al green, ci piace definirli come il vento, che può, anzi deve, muovere il cambiamento di ogni azienda che si pone l’obiettivo di divenire data-driven.

Per raccoglierli, renderli tracciabili, sicuri e soprattutto fruibili in tempo reale a tutti i settori dell’azienda, è necessario adottare nuove piattaforme software come il MES (Manufacturing Execution System), software che per essere davvero efficaci debbono però essere integrati con i sistemi già in essere, vedi ERP (Enterprise resource planning).

Introdurre un MES permette ai responsabili di produzione di accedere a dati preziosi per la loro quantità e qualità. Integrarli all’interno dei propri report e modelli di business permette di completare i primi e innovare i secondi. L’attivazione di processi decisionali basati su nuovi e più aggiornati dati di produzione velocizza il time to market (TTM), consentendo all’azienda di allargare il perimetro del business, diversificando produzione e scenari di mercati.


Come i dati di produzione aiutano a ridurre il time to market

In estrema sintesi potremmo definire il MES come un “attivatore” di efficienza: migliorando la qualità dei dati di produzione permette di efficientare la comunicazione tra i reparti, consentendo ai Responsabili, non solo quelli di Produzione, di prendere decisioni non solo migliori, ma anche in tempi più brevi. Il MES è quindi un driver che permette di snellire processi, individuare eventuali rallentamenti nella produzione e di sviluppare un numero superiore di progetti.

Prima della sua adozione occorre però un assessment iniziale dei processi e del layout produttivo, indispensabile affinché possa avvenire l’integrazione del software con macchinari e le piattaforme già presenti in azienda.

Ma in che modo una migliore gestione dei dati di produzione può ridurre il time to market, e aiutare il responsabile di produzione a rispettare, o migliorare, le scadenze programmate? Ecco i principali mezzi attraverso cui è possibile migliorare il TTM:

  • È uno dei primi elementi da perseguire; raggiungere un’operatività paperless, in cui le informazioni raggiungono ogni singolo attore in real time, permette di automatizzare i processi, accelerare la produzione e ridurre il time to market.
  • Gli ordini di lavoro vengono presi in carico dal MES direttamente dal sistema ERP; diventa così più semplice per gli operatori di linea comunicare le varie fasi di avanzamento della produzione. Lo scambio continuo di informazioni tra le piattaforme permette di recuperare efficienza e ridurre il numero di errori, dando al management un quadro sempre preciso della produzione. Questo permette di prendere decisioni non solo migliori ma anche in tempi molto più brevi.
  • Comunicazione. La realizzazione di prodotti anche complessi viene velocizzata dalla possibilità di accedere, anche in linea, a schede tecniche e istruzioni operative sempre aggiornate in tempo reale. Gli operatori traggono quindi vantaggio da una comunicazione più capillare e procedure più complete e sicure; questo favorisce sensibilmente la riduzione dei tempi di ciclo di produzione.
  • Ottimizzazione. L’analisi dei dati permette di alzare gli standard qualitativi, ridurre il numero di errori e gli scarti di materiale. L’interconnessione con i macchinari permette al MES di fornire in tempo reale dati ulteriori per migliorare la tracciabilità dei materiali durante tutto il percorso della supply chain. Diventa più semplice disegnare nuovi scenari produttivi per migliorare il time to market.
  • Misurabilità. La trasparenza dei dati permette di definire tempi ciclo di produzione più realistici, ottimizzando le performance e consentendo la definizione di nuovi KPI ed obiettivi. La loro misurabilità e condivisione viene facilitata da tool software di visualizzazione dei dati (Business Intelligence).
  • Tracciabilità. Permette di mantenere elevati gli standard qualitativi e il rispetto di eventuali certificazioni. Questo fattore è particolarmente utile nel mondo della produzione agroalimentare (ISO 22005), ma anche in quello biomedicale (in riferimento ai dispositivi medici), come in quello aerospaziale e dell’automotive: in questi settori occorre poter ricostruire tutto il percorso del prodotto in termini di locazione e storia, gli interventi che lo hanno interessato, le materie prime con cui è venuto in contatto e la sua eventuale posizione nella filiera in un determinato istante. Spesso, esistono normative dedicate e piuttosto stringenti al riguardo.
  • Non certo ultima, una corretta gestione del dato consente di avere sempre in tempo reale lo stato di avanzamento delle commesse, ottimizzando la reportistica da e verso il settore logistico degli approvvigionamenti e delle spedizioni; la gestione dei dati consente inoltre una migliore gestione dell’obsolescenza degli articoli con prelievi/movimentazioni FIFO/FEFO che riducono gli sprechi. Se ne avvantaggiano quindi i rapporti con fornitori, partner e clienti.


In sintesi:
La completa visibilità del reparto produttivo, intesa come completezza di informazione durante tutto l’avanzamento sulla catena, è l’obiettivo da perseguire per poter ottimizzare il time to market. Automazione dei processi, azzeramento delle attività a basso (o nessun) valore, miglioramento della comunicazione tra i reparti, sono possibili a patto di introdurre tecnologie ad alto valore aggiunto come quelle fornite da un software MES. La conseguente riduzione del TTM permette di aumentare la competitività e quindi la possibilità per l’impresa di mantenere e migliorare la sua posizione nel lungo periodo, allargando i margini di manovra per intraprendere un virtuoso percorso di innovazione.

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