CERTIFICAZIONE PMI-PMP: Project Management Professional

Questo filone di articoli iniziato da “Ma che lavoro fai? Professione Project Manager. Il percorso verso la certificazionevuole chiarire i requisiti, le caratteristiche specifiche e i motivi per ottenere determinate certificazioni nel mondo del project management. Oltre a una parte puramente tecnica, ogni articolo si chiuderà con un’intervista a un professionista di Horsa che ha ottenuto la certificazione di riferimento.  

Il mondo del project management necessita di conoscenze sia pratiche sia teoriche, come molte altre discipline, ma a differenza di altri lavori quello del project manager richiede prima o poi una tappa quasi “obbligatoria”, la certificazione. Certificarsi, infatti, permette di conoscere nuove metodologie, di dare nuovi orizzonti alla propria carriera ma anche di segnalare alla propria e alle altre organizzazioni di essere legittimato a concorrere per le gare dove queste vengono richieste.  

 Indiscutibilmente per il mondo del project management la certificazione PMI-PMP è la più famosa e maggiormente richiesta a livello internazionale. Essendo molto conosciuta tra i professionisti potrebbe sembrare che accedervi sia semplice, ma non è così; infatti, al 31 marzo 2023 in Italia il numero di certificati PMP è poco meno di diecimila e nel mondo poco più di un milione. 

I vantaggi di avere una certificazione come la PMP sono molteplici, fra le quali le principali: 

  • prendere conoscenza e consapevolezza di quali siano le metodologie adatte da applicare sui progetti che si affrontano permettendo dunque di intervenire, modificare e prendere decisioni a ragion veduta. 
  • Possedere una riconoscibilità interna ed esterna, infatti ottenendo la certificazione PMP si segnala alla propria organizzazione e alle altre di essere un soggetto formato e certificato dall’ente di project management più importante a livello internazionale;, questo comporta più possibilità di fare carriera e spesso stipendi maggiori in confronto ai pari ruolo. 

 Per accedere alla prova di certificazione sono richiesti requisisti specifici e un esame composto da quesiti tutt’altro che banali, con molte domande situazionali che richiedono quindi non solo una conoscenza del materiale didattico, ma anche un’esperienza maturata on the job. 

 Gli argomenti trattati infatti si focalizzano su tre macro-campi:  

  • Persone = come gestire team e risorse all’interno dei progetti. 
  • Processi = come gestire i processi all’interno dei progetti. 
  • Contesto= come gestire un progetto a seconda dell’ambiente in cui si opera. 

 I requisiti per sostenere questa certificazione dipendono dal titolo di studio che si possiede: 

La struttura dell’esame consiste in 180 domande tra: 

  • multiple-choice,  
  • multiple responses,  
  • matching,  
  • hotspot e limited fill in the blank. 

Per una durata di 3 ore e 50 minuti. 

La certificazione PMP si basa sulle conoscenze teorizzate dal Project Management Institute quali: 

  • Capacità tecniche di gestione. 
  • Capacità di leadership. 
  • Capacità strategiche e di business management. 

Il PMI consiglia una preparazione teorica facendo riferimento al materiale della PMBOK Guide (Project Management Body of Knowledge), una guida pubblicata dal PMI con lo scopo di standardizzare e documentare le best practice del Project Management. È fortemente consigliato integrare la preparazione teorica per il PMP con simulazioni che possono essere offerti nei pacchetti di formazione. 

Il PMP non è soltanto un grande investimento di tempo ma anche economico. Il costo della certificazione varia a seconda se si è membri o meno del PMI e le tariffe sono le seguenti: 

N.B. è possibile rifarlo due volte nell’anno di validità della lettera di eleggibilità 

La certificazione PMP ha valenza tre anni e per mantenerla anche in seguito bisogna maturare un certo numero di crediti ossia 60 PDU, così divisi: minimo 35 PMP Education e massimo 25 PMP Giving Back. (1PDU=1h) I PDU sono di due tipi diversi e si possono maturare attraverso la presenza a webinar, conferenze e seminari dedicati (PMP Education), oppure in attività di insegnamento o di volontariato (PMP Giving Back). 

Codice etico  

Il PMI ha definito un codice etico comportamentale che deve essere seguito e firmato dai professionisti che rientrano in questi gruppi: 

  • Tutti i membri del PMI.  
  • Individui che non sono membri del PMI, ma che soddisfano uno o più dei seguenti criteri:  
  • Non membri che hanno conseguito una certificazione PMI.  
  • Non membri che fanno domanda per iniziare il processo di certificazione PMI.  
  • Non membri che svolgono attività di volontariato presso il PMI.  

Il codice etico comprende 4 macro-temi: responsabilità, rispetto, equità e onestà. 

L’intervista

Conclusa questa prima parte più “tecnica” (per approfondire: https://www.pmi.org/), chiudiamo l’articolo con una piccola intervista a un professionista del mondo del project management e responsabile della divisione Horsa Plan, parte integrante di Horsa Insight a Vicenza: Maurizio Ciraolo. 

D1: Consigli e se sì perché il percorso di certificazione PMP? 

“Consiglio assolutamente il percorso PMP, principalmente perché è un modo per capire che esiste un approccio universale e strutturato alla gestione dei progetti, poi adattabile ai vari contesti aziendali e a tutti i progetti a seconda della tipologia e della dimensione; per di più a livello aziendale il percorso di certificazione permette a un gruppo di project manager di uniformare lessico e modalità di gestione dei progetti e di conseguenza rendere i processi più efficienti.” 

D2: Consiglieresti anche l’iscrizione al PMI? 

“Certo, sia perché è una fonte bibliografica completa e autorevole sia perché si possono seguire webinar, eventi e altre iniziative che consentono di maturare i crediti necessari al mantenimento della certificazione. Inoltre, il PMI propone altri tipi di certificazione, come ad esempio la PMI-PBA (Project Business Analysis), che si focalizza su una tematica specifica (la Business Analysis in questo caso, cioè lo studio dei motivi strategici che scatenano un progetto) spesso sottovalutata. Altri esempi sono la certificazione in Risk Management, in portfolio management e in program management che sono utili perché permettono di avere una visione strutturata su una serie di problematiche vicine al mondo del Project Management che spesso vengono sottovalutate.”   

D3: Quale utilità concreta hai riscontrato da questo percorso?  

“Tra le utilità concrete sicuramente lo studio che il percorso ‘costringe’ a fare, permette di capire quali siano i processi e le fasi che si dovrebbero affrontare sul progetto, permettendo di capire coscientemente i rischi che si corrono, a volte necessariamente, quando si semplifica il processo. Anche una maggior sicurezza nel proporre approcci e nelle discussioni con clienti/colleghi/partner, sapendo che le indicazioni fornite non sono frutto del solo ‘buon senso’, ma arrivano da un approccio codificato alla gestione dei progetti. Infine, la formazione continua per il mantenimento della certificazione, obbliga in qualche modo a rimanere aggiornati sul tema, permettendo di cogliere gli spunti sulle evoluzioni delle metodologie o di rispolverare alcuni aspetti grazie anche alle esperienze che vengono riportate.” 

Vuoi certificarti con Horsa Plan? 

Horsa Plan è una divisione di Horsa che si occupa principalmente di Project & Portfolio Management, offrendo servizi di formazione sia di base che in preparazione alle certificazioni; inoltre, Horsa Plan è partner di alcuni dei vendor più diffusi con cui collabora da anni, promuovendo software innovativi per la gestione di attività e progetti e l’organizzazione del lavoro. 

 

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