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	<title>consulente Archivi - Horsa Blog</title>
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	<description>Eccellenza nelle soluzioni IT per la Digital Transformation delle imprese</description>
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		<title>HR come Horsa Resources: intervista di gennaio a Luca Dondi</title>
		<link>https://blog.horsa.com/hr-come-horsa-resources/hr-come-horsa-resources-intervista-di-gennaio-a-luca-dondi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[silvia.danna@horsa.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 08:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HR come… Horsa Resources!]]></category>
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		<category><![CDATA[controllo di gestione]]></category>
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		<category><![CDATA[redazione partecipata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; La nostra Horsa Resources del mese è Luca Dondi, Project Manager. Modenese che ha poi scelto Bologna come città in cui vivere, Luca è stato consulente CO e PS per poi divenire PM da un anno a questa parte. In quest&#8217;intervista scopriremo insieme il suo percorso, dall&#8217;Academy al Project Management. Conosciamoci! Ciao, Luca! Dicci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1294 size-large" src="http://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2023/01/Rubrica-HR-di-Noemi-Migliaccio-_-REDAZIONE-PARTECIPATA-ART-2-1024x1024.gif?x65201" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2023/01/Rubrica-HR-di-Noemi-Migliaccio-_-REDAZIONE-PARTECIPATA-ART-2-1024x1024.gif 1024w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2023/01/Rubrica-HR-di-Noemi-Migliaccio-_-REDAZIONE-PARTECIPATA-ART-2-300x300.gif 300w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2023/01/Rubrica-HR-di-Noemi-Migliaccio-_-REDAZIONE-PARTECIPATA-ART-2-150x150.gif 150w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2023/01/Rubrica-HR-di-Noemi-Migliaccio-_-REDAZIONE-PARTECIPATA-ART-2-768x768.gif 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra Horsa Resources del mese è <strong>Luca Dondi</strong>, Project Manager. Modenese che ha poi scelto Bologna come città in cui vivere, Luca è stato consulente CO e PS per poi divenire PM da un anno a questa parte. In quest&#8217;intervista scopriremo insieme il suo percorso, dall&#8217;Academy al Project Management.</p>
<h2><strong>Conosciamoci!</strong></h2>
<h5>Ciao, Luca! Dicci qualcosa di te.</h5>
<p><em>Nasco a Modena nel 1990.  Dopo essermi laureato in Economia, ho cominciato il mio percorso in Horsa grazie a un’Academy organizzata dall’azienda. Sono partito come Consulente, seguendo tutti gli step di crescita “tipici” di questo ruolo; Junior Consultant, Consultant, Senior Consultant e da un anno abbondante sono diventato Project Manager. Inizialmente, per un paio di mesi, sono stato un consulente FI, approdando poi ai moduli CO e PS (Project System, ndr). Questi sono stati i due fili conduttori della mia carriera finora.</em></p>
<h5>Dove vivi attualmente? Ti sei spostato nel corso degli anni? Se lo hai fatto, è stato per esigenze lavorative?</h5>
<p><em>I primi anni di lavoro ero di stanza a Modena; nel 2016 mi sono invece trasferito a Bologna. Le esigenze lavorative riuscivo a gestirle comunque da Modena ma, una volta entrato in Horsa, il centro della mia vita si è spostato a Bologna. Amo questa città e non è semplice dirlo, da modenese!</em></p>
<h5>Cosa ti piace fare nel tempo libero?</h5>
<p><em>Sono un grande appassionato di sport; seguo soprattutto il basket, ma non solo. Ho sempre praticato sport, anche se con gli anni ho dovuto abbandonare la pallavolo. L’avventura più recente in cui mi sono lanciato è lo squash. Ho anche una grande passione per la musica; qui a Bologna c’è sempre un concerto da vedere, ci sono sempre mostre ed eventi a cui prendere parte… Insomma, non ci si annoia mai.</em></p>
<h5>Anche tu, come Valeria, hai avuto una crescita professionale molto rapida, considerando che nel giro di pochi anni sei diventato Project Manager. C’è stato un momento in cui hai avuto il timore di non riuscire più a crescere?</h5>
<p><em>Le opportunità ci sono sempre state e sono sempre state molto variegate, nonché c’è stata la possibilità di andare anche molto all’estero o di intraprendere il percorso manageriale. Ovviamente il periodo più difficile è stato quello del lockdown. Venendo a mancare una sorta di “routine”, per quanto si possa parlare di routine in ambito consulenziale, si è trattato indubbiamente di un momento che ha messo alla prova un po’ tutti.</em></p>
<h5>Hai avuto quindi tante opzioni per poter crescere.</h5>
<p><em>In alcuni momenti sì, ma scegliere non è stato semplice: sono uno che tendenzialmente vorrebbe provare tutto, ma talvolta bisogna intraprendere delle strade precise.</em></p>
<h2><strong>Ci racconti di quella volta che…</strong></h2>
<h5>Prima hai menzionato il lockdown come un momento che ha avuto un forte impatto in senso sociale. Come lo hai vissuto?</h5>
<p><em>Nel periodo in cui sono iniziate le chiusure (Marzo 2020) mi trovavo in USA per la partenza di un progetto. Sono partito per la trasferta nel momento in cui si iniziava a parlare del caso di Codogno e, quando sono tornato, mi ha fatto particolare impressione il percorso in taxi dall’aeroporto a casa, durante il quale non abbiamo incrociato neppure una macchina. Avendo la famiglia a Modena e vivendo a Bologna non è stato semplice affrontare il lockdown, ma si è trattato anche di un momento per fare un bilancio generale, professionale e non solo, considerando tutto il tempo che c’era a disposizione.</em></p>
<h5>Per cui, al rientro dalla trasferta, hai trovato un’Italia cambiata, un’Italia chiusa in casa. Immagino che la visione di una Bologna deserta debba risultante parecchio scioccante.</h5>
<p><em> Sì, è stato davvero un duro colpo rientrare e trovare l’Italia – e Bologna – in quelle condizioni.</em></p>
<h5>Se dovessi chiederti quale sia per te l’eredità di questo periodo, cosa mi risponderesti?</h5>
<p><em>Durante il lockdown, trovandomi in casa da solo, l’unica finestra attiva della giornata era sostanzialmente quella lavorativa. Ho però deciso di allenarmi tutti i giorni e quella è una cosa che mi sono poi portato dietro nel periodo di ripresa; ora non riesco ad andare in palestra tutti giorni ma mi alleno comunque più frequentemente di prima. Un altro aspetto che ho mutuato da quel momento riguarda la dieta: prima, facendo tante trasferte, non riuscivo a curare più di tanto l’alimentazione, mentre l’attenzione che vi ho dedicato durante il lockdown permane tuttora.</em></p>
<p><em>L’eredità negativa che menzionerei, oltre alla pesantezza e gravità del periodo, è la creazione di una sorta di “distacco” dato dallo smart working: talvolta si crea davvero una distanza laddove prima si tendeva a vivere le situazioni in modo diametralmente opposto.</em></p>
<h5>Cosa pensi di questo cambiamento rispetto al nostro mestiere? Ci sono degli altri “lasciti” che impattano a livello professionale?</h5>
<p><em>Sicuramente lavorare in team è diventato più complesso: la creazione di un’armonia, di una sintonia di gruppo è ora più difficile. “Cementare”, per così dire, le relazioni professionali è diventato più arduo.</em></p>
<p><em>Un aspetto positivo è il tempo che ora si ha a disposizione al di fuori del lavoro: per esempio, prima, in alcuni periodi in cui il carico di lavoro era particolarmente intenso, sarebbe stato impossibile per me andare in palestra, mentre ora riesco ad andarci con costanza almeno una o due volte alla settimana.</em></p>
<h5>Tu sei Project Manager da un anno: quali sono le sfide più importanti che ti sei trovato ad affrontare da quando ricopri questo ruolo?</h5>
<p><em>Il cambio di mentalità è probabilmente l’aspetto più sfidante: per chi parte da un percorso da consulente funzionale non è semplice pensare alle soluzioni in modo più trasversale e agli aspetti di gestione, è come praticare due sport diversi! Lasciare la “comfort zone” del proprio modulo è difficile e il rischio è talvolta quello di farsi coinvolgere troppo profondamente nelle soluzioni tecniche relative al modulo che si conosce. La gestione, sia da un punto di vista più manageriale che sotto gli aspetti più umani, richiede una certa sensibilità, sia nei confronti del proprio team che nei confronti del cliente, soprattutto quando si muovono i primi passi in questo ruolo.</em></p>
<h5>Indubbiamente una delle cose più difficili per chi fa il tuo percorso è lasciarsi alle spalle le vesti di consulente funzionale. Quale ritieni che sia, quindi, la caratteristica più importante che dovrebbe avere chi aspira a essere un PM?</h5>
<p><em>Posso dirti la caratteristica da non avere assolutamente: non bisogna essere permalosi e non bisogna legarsi le cose al dito… E te lo dice una persona dall’indole permalosa!</em></p>
<p><em>La caratteristica fondamentale che bisognerebbe possedere è l’organizzazione, ma è necessario anche avere un buon ventaglio di soft skills; la capacità di alleggerire le situazioni ove necessario può davvero fare la differenza.</em></p>
<h2><strong>Dicci di più</strong></h2>
<h5>Ci sono dei modelli, anche al di fuori della sfera lavorativa, a cui ti ispiri rispetto al tuo ruolo di PM?</h5>
<p><em>Sì, vorrei avere la capacità di comunicazione e di fare gruppo di Julio Velasco, storico allenatore di pallavolo e grandissimo comunicatore: avere il suo carisma sarebbe un vero sogno. Il mio riferimento, avendo anche esperienza nel campo dello sport, è senza dubbio lui. Da giocatore conosci il tuo ruolo, ma da allenatore devi imparare a gestirli tutti.</em></p>
<h5>Rispetto ai progetti ai quali hai preso parte in questi anni, qual è secondo te l’aspetto organizzativo più critico da gestire per i clienti?</h5>
<p><em>Il controllo di gestione non è così diffuso come si potrebbe pensare; da un punto di vista progettuale, questo può rappresentare un problema perché è necessario talvolta anche spiegare al cliente dei concetti che si potrebbero dare per scontati e che possono apparire quasi astratti in prima battuta. L’altra faccia della medaglia è che in alcuni casi la mancanza di un modello di controllo di gestione può essere uno dei motivi per cui si decide di implementare un nuovo software gestionale.</em></p>
<h5>Si tratta di un aspetto sicuramente sfidante. Hai avuto momenti di particolare difficoltà nel gestire casi di questo tipo?</h5>
<p><em>Sì, perché chi si occupa di controllo di gestione è spesso visto come la figura che blocca i processi logistici, e chi si occupa di questi ultimi può essere interessato fino a un certo punto alle tematiche relative al controllo di gestione. Ovviamente però il fatto che emergano dei problemi è anche sintomo della sua importanza: il blocco logistico causa un disagio che è essenzialmente temporaneo, ma il controllo di gestione <strong>previene criticità a medio e lungo termine.</strong></em></p>
<h5>Qual è il consiglio più importante che ti sentiresti di dare a una risorsa che si approccia oggi al tuo percorso professionale?</h5>
<p><em>La cosa fondamentale è acquisire un metodo di lavoro preciso e puntuale, soprattutto all’inizio. Bisogna essere rigorosi nel segnarsi le attività del giorno, ciò che si impara dalle figure più senior e documentare il più possibile in modo metodico. Quello che ho capito crescendo è che puoi non sapere tante cose, ma avere un metodo consolidato per apprenderle rappresenta una marcia in più. Aggiungerei inoltre di essere più curiosi possibile e di approfondire almeno un po’ anche ciò che va oltre le proprie competenze.</em></p>
<h2><strong>Le parole delle Horsa Resources</strong></h2>
<h5>Se dovessi associare 3 parole al mestiere del consulente, quali sarebbero?</h5>
<p><em>“<strong>Gestione</strong>”, “<strong>organizzazione</strong>” e, in questo momento, “<strong>allenatore</strong>” sono le prime parole che associo alla mia figura. L’allenatore è colui che tira fuori il meglio da ogni membro del suo team, che non si limita a ottenere la somma delle competenze dei singoli ma qualcosa di più grande, di più olistico.</em></p>
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<p>Luca ci ha parlato di controllo di gestione, ma quali sono i più importanti KPI da monitorare in quest’ambito? Clicca <a href="http://blog.horsa.com/oracle/controllo-di-gestione-5-kpi-da-monitorare/">qui</a> per scoprirlo con noi!</p>
<p>Ringraziamo tantissimo Luca per aver partecipato a questa seconda edizione della rubrica “Horsa Resources” e vi diamo appuntamento al prossimo mese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>HR come Horsa Resources: intervista di ottobre a Valeria D&#8217;Agata</title>
		<link>https://blog.horsa.com/hr-come-horsa-resources/hr-come-horsa-resources-intervista-di-ottobre-a-valeria-dagata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[silvia.danna@horsa.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 08:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HR come… Horsa Resources!]]></category>
		<category><![CDATA[consulente]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[horsa resources]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[redazione partecipata]]></category>
		<category><![CDATA[team working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra Horsa Resource del mese è Valeria D’Agata, Senior Consultant e Team Leader. Siciliana per nascita e milanese per necessità, con diversi anni di esperienza alle spalle sebbene giovanissima, Valeria è specializzata nella consulenza in ambito finance, come scopriremo meglio nel corso dell’intervista. Conosciamoci!   Ciao, Valeria! Dicci qualcosa di te.  Ho 36 anni e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/hr-come-horsa-resources/hr-come-horsa-resources-intervista-di-ottobre-a-valeria-dagata/">HR come Horsa Resources: intervista di ottobre a Valeria D&#8217;Agata</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1223 size-large" src="http://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/gif-consulente-1024x1024.gif?x65201" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/gif-consulente-1024x1024.gif 1024w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/gif-consulente-300x300.gif 300w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/gif-consulente-150x150.gif 150w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/gif-consulente-768x768.gif 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La nostra <strong>Horsa Resource</strong> del mese è <strong>Valeria D’Agata</strong>, Senior Consultant e Team Leader. Siciliana per nascita e milanese per necessità, con diversi anni di esperienza alle spalle sebbene giovanissima, Valeria è specializzata nella consulenza in ambito <em>finance</em>, come scopriremo meglio nel corso dell’intervista.</p>
<h2><b><span data-contrast="auto">Conosciamoci!</span></b><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></h2>
<h5><strong>Ciao, Valeria! Dicci qualcosa di te. </strong></h5>
<p><em>Ho 36 anni e sono di origine catanese. Un mese dopo essermi laureata in Ingegneria Gestionale, ho deciso di “migrare” dal Sud al Nord alla ricerca di opportunità di crescita. Mi sono trasferita a Milano nella speranza di trovare un ambiente più attinente ai miei studi e alle mie ambizioni professionali in un contesto stimolante e meritocratico. Devo dire che così è stato: Milano è ormai parte di me, della mia vita. Se mi si dovesse chiedere se mi manca la Sicilia risponderei che sì, mi manca, ma ormai ci vado quasi più da turista o comunque per rivedere la mia famiglia. Non credo che ci tornerei, lavorativamente parlando. Spero che le cose cambino, ma la realtà attuale fa sì che molti giovani scelgano di emigrare. </em></p>
<h5><strong>Sono meridionale anch’io e non posso che comprendere quanto dici, conosco le difficoltà di lasciare la propria terra. Parliamo ancora del tuo percorso: in questo momento, di cosa ti occupi di preciso? </strong></h5>
<p><em>Sono un Senior Consultant nell’ambito dell’Information Technology; ricopro anche il ruolo di team leader in merito a un team di supporto alle aziende per la trasformazione digitale nell’ambito finance. Grazie a Horsa sto inoltre svolgendo un percorso di formazione e affiancamento finalizzato a ottenere la certificazione di Project Manager: la possibilità di coniugare le attività lavorative quotidiane e un iter di crescita è per me molto significativo. </em></p>
<h5><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span><strong>Certamente la paura è forse sempre un po’ quella di ritrovarsi in una sorta di “plateau” professionale. Da quanto tempo svolgi questo mestiere?   </strong></h5>
<p><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span><em>Ho iniziato a lavorare in SAP nel 2014. Dopo pochi giorni dal mio trasferimento a Milano ho ottenuto un colloquio con una società internazionale; da lì è iniziata un’esperienza estremamente formativa, da punto di vista sia umano che professionale.  </em></p>
<h5> D<strong>a quanto tempo fai parte di Horsa?   </strong></h5>
<p><em>Nel 2018 ho ricevuto un’offerta da CST Consulting che poi è diventata parte del gruppo Horsa.  </em></p>
<h5><strong>E cosa ti piace fare nel tempo libero?  </strong></h5>
<p><em>Sono un’amante delle camminate: mi piace moltissimo fare trekking e scoprire posti nuovi. Ultimamente ho sviluppato anche una passione per il padel. Inoltre, adoro le serie tv. Non sempre riesco a fare tutto quello che voglio, soprattutto considerato il percorso che sto facendo, per cui sono sempre alla ricerca dell’equilibrio tra vita privata e lavoro. </em></p>
<h2><b><span data-contrast="auto">Ci racconti di quella volta che…</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></h2>
<h5><strong>C’è stato un momento in cui hai capito che volevi fare questo mestiere? Se sì, puoi raccontarcelo?  </strong></h5>
<p><em>Quando ero in terza media avevo già deciso in cosa mi sarei laureata e dove sarei andata a vivere. Sono sempre stata abbastanza ambiziosa: da piccola il mio film preferito era “Una donna in carriera” … Ovviamente dopo Dirty Dancing! </em></p>
<p><em>La passione per questo mestiere è nata durante il mio primo progetto; quando mi sono trasferita a Milano il mio sogno era in realtà quello di fare marketing. Ho comunque colto l’opportunità al volo pensando che sarebbe stata una sorta di “trampolino di lancio”, un’esperienza passeggera che mi avrebbe poi aiutato a perseguire i miei obiettivi. La “scintilla” per il lavoro di <b>consulente </b>è scattata lavorando in team e assistendo all’<b>impatto positivo che il progetto ha avuto sul cliente</b>; per me, questo è l’aspetto più gratificante. Non è un qualcosa che accade tutti i giorni e può capitare che il cliente abbia anche delle idee differenti, e quest’ultima <b>è una tra le sfide più importanti di questo lavoro. </b> </em></p>
<h5><strong>Indubbiamente è così. A questo proposito, puoi raccontarci di un momento che, secondo te, ti ha “definito” come consulente?  </strong></h5>
<p><em>Uno dei periodi lavorativi che mi ha segnata di più durante il mio percorso ha avuto luogo nel corso delle mie esperienze precedenti, quando sono diventata team lead: nel team che gestivo vi erano colleghi di età anagrafica al di sopra della mia e costruire un rapporto positivo non è stato sempre facile. Da quell’esperienza ho capito che non ci si può relazionare con tutti allo stesso modo e che bisogna sempre comprendere chi si ha davanti. Potrei però anche menzionare tanti aspetti positivi, tra cui le promozioni e i riconoscimenti, nonché la rapidità del mio percorso di crescita, che mi hanno motivata nel tempo. </em></p>
<h5><strong>Possiamo quindi dire che questa crescita rapida sia stata un po’ un’arma a doppio taglio? </strong></h5>
<p><em>Sì. Crescere così rapidamente è stato gratificante da un punto di vista personale; da un punto di vista relazionale, però, all’interno dell’ambiente di lavoro, si è in passato rivelato complicato. </em></p>
<h5><strong>Ti è capitato di doverti interfacciare con persone conosciute in altri contesti, su altri progetti o al di fuori del lavoro, ma con un ruolo diverso, per esempio con una seniority più alta o con impronta manageriale? </strong></h5>
<p><em>Sì. Durante altre esperienze lavorative, mi è capitato che i rapporti si deteriorassero un po’, anche con persone che magari non facevano parte del mio team. Non è comunque semplice riuscire a imporsi nel proprio ruolo, soprattutto se la seniority dell’interlocutore è più avanzata della tua. </em></p>
<h2><b><span data-contrast="auto">Dicci di più</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></h2>
<h5><strong>Ho una piccola sfida per te: se dovessi spiegare il tuo lavoro a un bambino di 8 anni, cosa gli diresti?  </strong></h5>
<p><em>Questa credo che sia la domanda più temuta dai consulenti, pensa che faccio ancora fatica a spiegare ai miei genitori cosa faccio di mestiere! Quando ho lavorato su un progetto il cui cliente era un’azienda molto nota nell’ambito dell’energia, a casa c’era questa convinzione che io gestissi tutto il ramo delle bollette… Per cui, ogni volta che si verificava un problema con una bolletta, i miei parenti chiamavano me. </em></p>
<h5><strong>In effetti non è semplice spiegarlo neppure a chi magari è in età più avanzata. </strong></h5>
<p><em>Sì, perché quella del <b>consulente informatic</b>o è una figura nuova, <b>innovativa</b>, non assimilabile a ruoli lavorativi “tradizionali” come quello della maestra o del medico. Per rispondere alla domanda precedente, se dovessi spiegare cosa faccio a un bambino di 8 anni direi che il mio lavoro si svolge prettamente in team, che si tratta di un lavoro di squadra il cui obiettivo è <b>aiutare le persone che fanno parte di altre aziende a lavorare meglio</b> suggerendo all’azienda gli <b>strumenti più tecnologici </b>per cambiare il modo di lavorare guardando al futuro.   </em></p>
<h5> <strong>Qual è il consiglio più importante che sentiresti di dare a una risorsa che si approccia oggi alla tua professione?  </strong></h5>
<p><em>Ti rispondo dicendo quello che avrei voluto sentirmi dire io e che dico anche alle risorse junior che lavorano con me oggi: non è un lavoro semplice, ci si interfaccia molto con le persone, ma <b>la chiave è viverla come una sfida</b> e non smettere mai di crederci. Bisogna avere fiducia nelle proprie competenze e capacità e in ciò che si intende realizzare, rimanendo al contempo se stessi e coltivando il proprio talento. </em></p>
<h5> <strong>Qual è l’aspetto più importante da tenere in considerazione nei rapporti interpersonali rispetto al ruolo che ricopri?  </strong></h5>
<p><em>All’interno dell’ambiente di lavoro crescere significa anche imparare a instaurare relazioni di fiducia con i colleghi. La parola chiave di questo mestiere è “teamworking”: si tratta di un aspetto che va curato perché fondamentale per noi e per la buona riuscita del nostro lavoro. </em></p>
<h2><b><span data-contrast="auto">Le parole delle Horsa Resources</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></h2>
<h5> <strong>Se dovessi associare 3 parole al mestiere del consulente, quali sarebbero?  </strong></h5>
<p><em>Partirei dal “<strong>team working</strong>” di cui parlavo prima. Considerando quanto detto in precedenza, assocerei anche i termini “<strong>innovazione</strong>” e “<strong>crescita</strong>”. </em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1207 size-large" src="http://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/chiusura-articolo-con-le-kw-scelte-dal-consulente-1024x1024.jpg?x65201" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/chiusura-articolo-con-le-kw-scelte-dal-consulente-1024x1024.jpg 1024w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/chiusura-articolo-con-le-kw-scelte-dal-consulente-300x300.jpg 300w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/chiusura-articolo-con-le-kw-scelte-dal-consulente-150x150.jpg 150w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/chiusura-articolo-con-le-kw-scelte-dal-consulente-768x768.jpg 768w, https://blog.horsa.com/wp-content/uploads/2022/10/chiusura-articolo-con-le-kw-scelte-dal-consulente.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Valeria ci ha parlato di trasformazione digitale e innovazione, ma qual è il livello di maturità digitale delle aziende italiane? Clicca <strong><a href="http://blog.horsa.com/plm/digitalizzazione-aziendale-che-livello-di-maturita-digitale-hanno-le-aziende-in-italia/">qui</a></strong> per scoprirlo con noi!</p>
<p>Ringraziamo tantissimo Valeria per aver partecipato a questa prima edizione della rubrica “<strong>Horsa Resources</strong>” e vi diamo appuntamento al prossimo mese.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/hr-come-horsa-resources/hr-come-horsa-resources-intervista-di-ottobre-a-valeria-dagata/">HR come Horsa Resources: intervista di ottobre a Valeria D&#8217;Agata</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
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