<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>smart working Archivi - Horsa Blog</title>
	<atom:link href="https://blog.horsa.com/tag/smart-working/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.horsa.com/tag/smart-working/</link>
	<description>Eccellenza nelle soluzioni IT per la Digital Transformation delle imprese</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Mar 2023 09:25:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Il sistema documentale come base per lo smart working</title>
		<link>https://blog.horsa.com/business-digital-automation/il-sistema-documentale-come-base-per-lo-smart-working/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[lucatantillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 09:21:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Digital Automation]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.horsa.com/?p=1236</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un’azienda agile, oggi, non può fare a meno di un sistema documentale a prova di delocalizzazione. Perché? Lavorare da remoto non è mai stato così diffuso e, spesso, anche apprezzato a seguito dell’esperienza recente dello smart working obbligatorio. Secondo uno studio di UBS, infatti, nei prossimi decenni il 75% dei dipendenti non lavorerà più in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/business-digital-automation/il-sistema-documentale-come-base-per-lo-smart-working/">Il sistema documentale come base per lo smart working</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’azienda agile, oggi, non può fare a meno di un <strong>sistema documentale</strong> a prova di delocalizzazione. Perché? <strong>Lavorare da remoto</strong> non è mai stato così diffuso e, spesso, anche apprezzato a seguito dell’esperienza recente dello smart working obbligatorio. Secondo uno studio di UBS, infatti, nei prossimi decenni il 75% dei dipendenti non lavorerà più in uffici tradizionali, preferendo soluzioni da remoto dando, così, alla parola flessibilità tutto il suo senso. Molte aziende, però, nascono con <strong>molteplici sedi</strong> e, di conseguenza, hanno dovuto impostare sin dall’inizio delle proprie attività un <strong>sistema di gestione documentale adeguato</strong>. La prima necessità a cui far fronte è di <strong>un’operatività senza errori o ritardi</strong>, che possa essere utilizzata in sicurezza, ovunque. Come impostare quindi un sistema documentate a prova di delocalizzazione? Ecco come fare.</p>
<h2>Sistema documentale: controllare e tracciare i documenti in qualsiasi momento e contesto</h2>
<p>Avere <strong>accesso alle informazioni e ai dati aziendali</strong> in modo rapido ed efficace è garanzia di efficienza. Nel caso di un’azienda multi-sede questo aspetto diventa particolarmente significativo dato che la dislocazione fisica dei collaboratori e dei diversi siti aziendali hanno necessità di trovare forme di comunicazione e di condivisione precise e strutturate. Concretamente, il <strong>software di DMS</strong> (Document Management System) organizza e facilita la <strong>creazione collaborativa di documenti e altri contenuti</strong> utili alla vita dell’impresa. Molto spesso il sistema opera una quantità massiccia di operazioni, catalogando, indicizzando e archiviando i documenti secondo precisi algoritmi.</p>
<p>Alla base di un <strong>sistema documentale di qualità</strong> deve esserci il <strong>controllo</strong> e il <strong>tracciamento dei documenti</strong> e delle informazioni che contengono. Questa caratteristica permette infatti di:</p>
<ul>
<li>Lavorare in serenità potendo contare su una soluzione che unisce <strong>pratiche archivistiche di alto livello</strong> con una <strong>tecnologia di business automation</strong></li>
<li>Fare affidamento su una <strong>soluzione flessibile</strong> che si adatta a qualsiasi difficoltà legata ai documenti digitali</li>
<li><strong>Semplificare e tracciare le informazioni</strong> rilevanti grazie all’<strong>intelligenza artificiale</strong></li>
<li>Rispondere in modo<strong> conforme al quadro normativo esistente</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>I campi di applicazione sono molteplici, in base al settore di attività dell’impresa, e non solo:</p>
<ul>
<li><strong>Acquisti</strong></li>
<li><strong>Vendita e post-vendita</strong></li>
<li><strong>Risorse umane</strong></li>
<li><strong>Amministrazione</strong></li>
<li><strong>Gestione dei dati sensibili</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Le chiavi per un sistema documentale adeguato alla delocalizzazione</h2>
<p>Una volta assicurate le funzionalità di base, quali sono le operazioni che deve assicurare un <a href="http://blog.horsa.com/business-digital-automation/quale-software-per-la-gestione-documentale-adottare-per-lazienda-estesa/">valido sistema documentale</a>? Innanzitutto, deve essere <strong>integrato agli altri software aziendali</strong>. Se alla base della performance c’è l’accesso ai dati e alle informazioni, il sistema documentale deve necessariamente avere accesso agli altri dispositivi, e viceversa.</p>
<p>Il sistema prescelto deve poi garantire la <strong>condivisione delle informazioni</strong> con, di conseguenza, la <strong>possibilità di approvare decisioni e flussi di lavoro</strong>. Il sistema documentale deve poi consentire la <strong>firma dei documenti</strong>: <strong>da remoto e in formato elettronico</strong>, la firma per l’approvazione di un processo, acquisto o flusso produttivo deve essere facilitata. I <strong>documenti così archiviati </strong>devono essere, non solo <strong>accessibili</strong>, ma anche <strong>modificabili </strong>proprio per facilitare la collaborazione dei professionisti coinvolti anche se la loro sede di lavoro è delocalizzata.</p>
<p>Un altro aspetto fondamentale riguarda la <strong>sicurezza dei dati</strong>. Può far paura, infatti, l’idea di <strong>concentrare in un unico sistema tutti gli archivi della società</strong> a cui, tra l’altro, un gran numero di collaboratori ha accesso da diversi server nel mondo. Il sistema documentale selezionato avrà quindi la possibilità di <strong>garantire accessi in sicurezza</strong> ma anche di <strong>controllare le azioni svolte</strong> su ogni documento in modo da avere sempre a disposizione lo storico degli interventi per risolvere eventuali criticità. Ma un sistema documentale che si rispetti deve anche rispondere agli standard richiesti per un <strong>linguaggio comune</strong>, soprattutto in contesti aziendali multi-sedi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/business-digital-automation/il-sistema-documentale-come-base-per-lo-smart-working/">Il sistema documentale come base per lo smart working</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Microsoft Teams: come orientarsi nella piattaforma di collaboration</title>
		<link>https://blog.horsa.com/business-digital-automation/microsoft-teams-come-orientarsi-nella-piattaforma-di-collaboration/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panzacchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 11:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Digital Automation]]></category>
		<category><![CDATA[collaboration]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[teams]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.horsa.com/?p=677</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quello della Collaboration è uno di quei concetti generali che vengono fagocitati dall’informatica e diventano un cappello sotto il quale annegano (oltre ai poveri utenti) molti piani e idee che in partenza sarebbero coerenti e strategici. Microsoft Teams, tuttavia, offre una funzionale via d’uscita. Vediamo come, partendo dal principio. La collaborazione è il processo nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/business-digital-automation/microsoft-teams-come-orientarsi-nella-piattaforma-di-collaboration/">Microsoft Teams: come orientarsi nella piattaforma di collaboration</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello della<strong> Collaboration</strong> è uno di quei concetti generali che vengono fagocitati dall’informatica e diventano un cappello sotto il quale annegano (oltre ai poveri utenti) molti piani e idee che in partenza sarebbero coerenti e strategici. Microsoft Teams, tuttavia, offre una funzionale via d’uscita. Vediamo come, partendo dal principio.</p>
<p>La collaborazione è il processo nel quale due o più persone lavorano assieme per raggiungere un obiettivo.  Si potrebbe parlare di collaborazione anche pensando ai segnali di fumo usati dagli indiani; con l’avvento dell’informatica, i modi sono fortunatamente diventati più efficienti. E parlando di tecnologia, si può dire che <strong>la collaborazione sia un processo culturale</strong> che la coinvolge in prima battuta. Questo significa che non è lo strumento a fare la cultura, ma la cultura a fare lo strumento. Tradotto nella pratica, se non si lavora sulla <strong>capacità di lavorare in gruppo</strong>, della squadra e delle singole persone, anche gli strumenti più performanti e costosi non risulteranno comunque efficienti. E anche se lo strumento non fa la cultura, di sicuro aiuta a indirizzare più facilmente il processo di cambiamento.</p>
<p>Un processo di collaboration, su qualunque strumento e quindi anche su <strong>Microsoft Teams</strong>, dal punto di vista tecnico è caratterizzato da 3 pilastri fondanti:</p>
<ul>
<li>comunicazione</li>
<li>gestione dei contenuti</li>
<li>workflow</li>
</ul>
<p>In questo senso, se confrontiamo come si lavorava non più tardi di qualche anno fa, possiamo affermare tranquillamente che gli strumenti siano diventati più efficienti. In <a href="http://blog.horsa.com/business-digital-automation/non-solo-smart-working-come-organizzare-persone-e-sistemi-per-unazienda-collaborativa/"><u>questo articolo</u></a> abbiamo parlato di aspetti pratici della collaborazione, anche da remoto, e degli strumenti con cui diventare una “azienda collaborativa”.</p>
<h3>Microsoft, tutto a portata di collaboration</h3>
<p>Prendiamo per esempio Microsoft 365, con Exchange, Sharepoint, Teams e non ultimi tutti i tool per la gestione della sicurezza del posto di lavoro anche in mobilità.</p>
<p>Lo stack (cioè l’insieme dei colori della nostra tavolozza dei colori) è assolutamente efficiente, efficace, sicuro e stabile.</p>
<p>La comunicazione, per esempio, si basa su un approccio multicanale che parte dalla mail, dalla <strong>videoconferenza</strong> con Microsoft Teams e dalla <strong>telefonia mobile o fissa</strong> in una unica soluzione. Ricordiamo ancora il costo e la difficoltà dei sistemi di videoconferenza tradizionali. Ora tutto è così semplice e immediato.</p>
<p>La <strong>gestione dei contenuti</strong> con Microsoft Teams e Sharepoint permette di lavorare in locale ed in cloud senza soluzione di continuità. Cosa impensabile fino a pochi anni fa con questa fluidità. Onedrive permette di lavorare in locale su un file, automaticamente sincronizzato nel cloud, automaticamente tradotto in un processo Power Automate che lo rende disponibile a tutto il mio gruppo di lavoro.</p>
<p>Nel corso del tempo la collaboration è migliorata. Per esempio, attualmente è possibile <strong>condividere contenuti esternamente alla propria organizzazione</strong> con pochi click. E ancora, si può notare un sensibile miglioramento nell’utilizzo degli allegati delle mail con spazi condivisi su Microsoft Teams, con sottoscrizioni dei contenuti.</p>
<h3>Dalla collaboration alla security</h3>
<p>Un aspetto fondamentale della collaboration è la <strong>centralità della sicurezza</strong> – vale in realtà per ogni processo informatico.</p>
<p>La sicurezza è al centro della piattaforma Microsoft 365, tanto che potremmo definirla “sicura e mobile” senza timore di essere smentiti. A partire da aspetti banali come la facile attivazione della <strong>autenticazione a più fattori</strong> (integrata con Windows Authenticator Usenza più codici da riportare da mobile a fisso), al click sul cellulare per proteggere i nostri dati, fino alla protezione dei dati con <strong>security integrata nel documento</strong> (Azure information protection) e alle <strong>tecniche di classificazione dei contenuti coerenti con il GDPR</strong>.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>Microsoft Teams, come altri strumenti per la collaborazione, apre le porte al miglioramento di una serie di attività e alla loro gestione funzionale anche da remoto. Il limite, ancora una volta, risiede nel <strong>cambiamento</strong> <strong>culturale</strong> che occorre perseguire per far sì che gli investimenti tecnologici non risultino vani. <strong>Formazione</strong> e <strong>comunicazione</strong> sono quindi le due parole chiave da tenere in considerazione, se si vuole ottenere maggior collaborazione in azienda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/business-digital-automation/microsoft-teams-come-orientarsi-nella-piattaforma-di-collaboration/">Microsoft Teams: come orientarsi nella piattaforma di collaboration</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non solo smart working: come organizzare persone e sistemi per un’azienda collaborativa</title>
		<link>https://blog.horsa.com/business-digital-automation/non-solo-smart-working-come-organizzare-persone-e-sistemi-per-unazienda-collaborativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panzacchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 16:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Digital Automation]]></category>
		<category><![CDATA[collaboration]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro collaborativo]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.horsa.com/?p=666</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lavoro collaborativo: non è solo questione di smart working. Va da sé, durante il lockdown tutti hanno dovuto farci i conti: siamo stati proiettati in un mondo collaborativo “da remoto”, con strumenti esponenzialmente performanti, con opportunità potenzialmente infinite, senza però un’organizzazione sottostante che rendesse questo tipo di lavoro effettivamente efficace. Come migliorare, quindi, la collaborazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/business-digital-automation/non-solo-smart-working-come-organizzare-persone-e-sistemi-per-unazienda-collaborativa/">Non solo smart working: come organizzare persone e sistemi per un’azienda collaborativa</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro collaborativo: non è solo questione di <strong>smart working</strong>. Va da sé, durante il lockdown tutti hanno dovuto farci i conti: siamo stati proiettati in un mondo collaborativo “da remoto”, con strumenti esponenzialmente performanti, con opportunità potenzialmente infinite, senza però un’organizzazione sottostante che rendesse questo tipo di lavoro effettivamente efficace. Come migliorare, quindi, la collaborazione da remoto e renderla davvero strategica per l’azienda?</p>
<p>Fatte salve le attività che da remoto non possono essere svolte, o che possono essere svolte con alcune accortezze, occorre specificare che per lavorare da remoto solitamente si punta molto sul <strong>risultato</strong>. Lo smart working funziona perché “si lavora per obiettivi”. Ma quanto sforzo costa raggiungere gli obiettivi? Più o meno di prima? Il rischio di far diventare tutto molto più farraginoso è alto.</p>
<p>Il difficile è trovare il tradeoff tra eccessiva organizzazione (si fa solo ed esclusivamente ciò che è consentito) e la collaborazione anarchica (faccio come mi piace).</p>
<h3>Ci sono alcuni accorgimenti che possono sicuramente aiutare, non solo lo smart working. Eccone alcuni:</h3>
<ul>
<li><strong><em>Applicare tassonomie</em></strong><a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.  I documenti sono alla base della condivisione di contenuti. Può suonare obsoleto e superato dai tag, metatag e sistemi di indicizzazione dei contenuti, ma ad oggi tutti cercano i documenti per caratteristiche del documento stesso (si cerca una fattura per numero fattura e non c’è modo di fare una ricerca alla Google sul numero fattura). In universi chiusi e condivisi come le fatture è facile; su tipologie diverse il sistema di classificazione deve essere condiviso, altrimenti non si trova più nulla, e se non si trova un documento non si trova un’informazione, quindi non si può collaborare.</li>
<li><strong><em>La chiacchiera</em></strong>. Non è una perdita di tempo. La chiacchiera in corridoio spesso è fonte di ispirazione per la risoluzione di un problema, ci si scambia esperienze, trick sull’uso di tool etc. Replicare in digitale è molto difficile, forse è la parte più difficile. Gli strumenti ci sono, e bisogna lasciare spazio anche per questo. Non siamo robot.</li>
<li><strong><em>Stabilire procedure</em></strong>. Le procedure o anche le consuetudini rendono il lavoro più agile. Non è vero che la procedura ingessa l’organizzazione, in realtà se si lascia sufficiente margine di manovra e si stabiliscono i capisaldi lasciando il resto libero, l’intero lavoro risulta più efficace.</li>
<li><em><strong>Definire responsabilità, condividere obiettivi</strong>.</em> In ufficio viene abbastanza semplice, da remoto molto meno. Chi-fa-cosa (nome e cognome) è necessario. Non si parla di mansionario ma, all’interno di lavoro per obiettivi, occorre sapere a chi rivolgersi per avere un’informazione che non si può avere in modalità self services (e torniamo alla tassonomia) e avere un obiettivo comune.</li>
</ul>
<p>Dunque, ampio spazio alla creatività nell’organizzazione “agile” della giornata lavorativa, ma sempre con uno sguardo alla razionalizzazione del lavoro, premiando un nuovo tipo di collaborazione che annulla le distanze fisiche.</p>
<p>Questo è possibile con le tecnologie attuali: una tra tutte, <strong>Microsoft Teams</strong>. Ma cosa rimane delle alchimie che solo i rapporti “in presenza” sanno creare? È vero che alcuni aspetti del lavoro in presenza non possono essere digitalizzati, ma l’esperienza vissuta apre spazio anche alla costruzione di nuovi team di lavoro e contaminazioni più agevoli di esperienze, che a volte non sono così facilmente visibili con un approccio tradizionale.</p>
<p>La soluzione? Sta come sempre nel mezzo… anche nel mezzo digitale, in questo caso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> La <em>tassonomia</em> è una struttura ad <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Albero_filogenetico">albero</a> di oggetti appartenenti ad un gruppo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concetto">concetti</a>. A capo della struttura c&#8217;è un solo oggetto, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vertice_(teoria_dei_grafi)">nodo</a> radice, le cui proprietà si applicano a tutti gli altri oggetti della gerarchia (sotto-categorie). I nodi sottostanti a questa radice costituiscono categorie più specifiche le cui proprietà caratterizzano il sottogruppo del totale degli oggetti classificati nell&#8217;intera tassonomia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.horsa.com/business-digital-automation/non-solo-smart-working-come-organizzare-persone-e-sistemi-per-unazienda-collaborativa/">Non solo smart working: come organizzare persone e sistemi per un’azienda collaborativa</a> proviene da <a href="https://blog.horsa.com">Horsa Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk
Database Caching 3/64 queries in 0.016 seconds using Disk

Served from: blog.horsa.com @ 2026-08-13 07:13:19 by W3 Total Cache
-->