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	<title>risorse umane Archivi - Horsa Blog</title>
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	<description>Eccellenza nelle soluzioni IT per la Digital Transformation delle imprese</description>
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		<title>L&#8217;equilibrio di Nash. Un Modello Matematico per la Governance Aziendale</title>
		<link>https://blog.horsa.com/corporate/lequilibrio-di-nash-un-modello-matematico-per-la-governance-aziendale-rp25/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gloria Macaluso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 14:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corporate]]></category>
		<category><![CDATA[management]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel film A Beautiful Mind, ispirato alla vita del matematico John Nash, c&#8217;è una scena che riesce a rendere visivamente un&#8217;intuizione profonda di Nash che gli è valsa il Nobel. L&#8217;attore che interpreta Nash entra in un pub con i suoi amici. L&#8217;atmosfera è quella informale dei locali universitari: battute, sguardi rapidi, complicità. A un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel film <em>A Beautiful Mind, </em>ispirato alla vita del matematico John Nash, c&#8217;è una scena che riesce a rendere visivamente un&#8217;intuizione profonda di Nash che gli è valsa il Nobel. L&#8217;attore che interpreta Nash entra in un pub con i suoi amici. L&#8217;atmosfera è quella informale dei locali universitari: battute, sguardi rapidi, complicità. A un certo punto, il gruppo nota cinque ragazze, tra cui una spicca per bellezza e presenza. L&#8217;istinto immediato dei ragazzi è quello di puntare tutti su di lei. Ma Nash li interrompe. Se ognuno scegliesse di corteggiare la più desiderata, spiega, finirebbero per ostacolarsi a vicenda, e probabilmente nessuno ci riuscirebbe. Inoltre, le altre ragazze &#8211; percependosi come seconde scelte &#8211; non concederebbero attenzione a nessuno. Nash propone allora un approccio diverso: ignorare la più attraente e rivolgersi alle altre. In questo modo, ciascuno eviterebbe la competizione diretta, migliorando le proprie possibilità.</p>
<p>Quella semplice intuizione contiene il nucleo della teoria che porta il suo nome: l&#8217;equilibrio di Nash, e che elaborò tra il 1949 e il 1950, concretizzando in sole ventisette pagine di tesi di dottorato che gli avrebbero dato il Nobel ben quarantacinque anni dopo. Nash, affascinato dalla possibilità di applicare la teoria dei giochi all&#8217;economia, ai rapporti politici tra stati, alle strategie militari, affrontò il problema in modo originale e rivoluzionario rispetto a Von Neumann, colui che aveva teorizzato la teoria dei giochi negli anni ’20. Estese la trattazione a giochi a più partecipanti (mentre Von Neumann si era occupato di giochi a due) e scoprì una soluzione di equilibrio in cui ogni agente trova la miglior strategia rispetto alla migliore strategia di tutti gli altri (le &#8220;strategie dominanti&#8221;).</p>
<h2><strong>Teoria e pratica dell&#8217;equilibrio di Nash</strong></h2>
<p>L&#8217;equilibrio di Nash viene detto anche <strong>equilibrio non cooperativo </strong>perché, dunque, non deriva da un accordo esplicito tra le parti, ma emerge spontaneamente come conseguenza delle scelte strategiche individuali. Ogni agente economico, nel prendere decisioni, considera razionalmente le possibili azioni degli altri e sceglie quella che massimizza il proprio interesse personale, supponendo che anche gli altri facciano Io stesso. Questo porta a una situazione in cui nessun agente ha un incentivo a deviare unilateralmente dalla propria scelta, dato che qualsiasi cambiamento unilaterale comporterebbe un peggioramento del proprio risultato.</p>
<p>L&#8217;importanza dell&#8217;equilibrio di Nash risiede nella sua capacità di <strong>descrivere </strong><strong>il comportamento strategico in scenari competitivi, </strong>dove gli attori operano in modo indipendente senza possibilità di accordarsi. Nonostante l&#8217;assenza di cooperazione esplicita, le interazioni tra gli agenti possono comunque condurre a un <strong>equilibrio del sistema economico, </strong>in cui le aspettative e le scelte individuali si stabilizzano reciprocamente. Tuttavia, è fondamentale notare che un equilibrio di Nash non è necessariamente ottimale dal punto di vista collettivo: in alcuni casi, può portare a esiti inefficienti o subottimali, come accade nel <strong>dilemma del prigioniero, </strong>dove l&#8217;interesse individuale porta a un risultato peggiore per tutti rispetto a quello che si otterrebbe con una strategia cooperativa.</p>
<p>In ambito economico l&#8217;equilibrio di Nash trova applicazione in molteplici contesti, tra cui la concorrenza tra imprese, le negoziazioni politiche, la gestione delle risorse comuni e perfino il comportamento dei mercati finanziari. La sua analisi consente di prevedere gli esiti di situazioni strategiche e di comprendere le dinamiche di interazione tra soggetti razionali, fornendo strumenti utili sia per la teoria economica che per la pratica decisionale.</p>
<h3>Esempi in ambito aziendale</h3>
<p>Un esempio pratico di questa evoluzione strategica in ambito aziendale è il coordinamento tra business unit in un&#8217;azienda complessa. Ogni unità ha obiettivi propri (massimizzazione del profitto, espansione di mercato, innovazione), ma deve anche rispondere a vincoli organizzativi e interazioni con le altre unità. Se ogni divisione agisse isolatamente, ottimizzando solo il proprio rendimento, si potrebbero generare inefficienze sistemiche (duplicazioni di investimento, conflitti interni, perdita di sinergie). Applicando il modello dell&#8217;equilibrio, le unità aziendali adeguano progressivamente le loro strategie attraverso iterazioni successive, fino a raggiungere un equilibrio collettivo vantaggioso per l&#8217;intera organizzazione.</p>
<p>Come esempio ancora più concreto di tale applicazione, consideriamo una grande azienda tecnologica che deve decidere se investire in ricerca interna o acquisire startup innovative. Se ogni divisione (ad esempio R&amp;D, finanza, strategia) prende decisioni in modo indipendente, il rischio è di sprecare risorse in iniziative non coordinate. Il modello dell&#8217;equilibrio suggerisce un processo iterativo di feedback: ciascuna divisione aggiorna la propria strategia sulla base delle reazioni delle altre, portando gradualmente l&#8217;azienda verso un equilibrio efficiente.</p>
<h3>Modello di Nash e leadership</h3>
<p>Il modello di Nash offre un paradigma innovativo anche per la regolazione e adattamento della leadership: invece di imporre decisioni dall&#8217;alto, il management dovrebbe creare un ecosistema di adattamento strategico continuo. Questo approccio è particolarmente utile in contesti di alta incertezza, come le startup o le aziende in trasformazione digitale. Ma adottare questo modello significa rivedere i tradizionali meccanismi di controllo e incentivazione. Se i leader aziendali facilitano processi decisionali iterativi basati su feedback e adattamento, l&#8217;azienda diventa più resiliente e capace di rispondere rapidamente ai cambiamenti di mercato.</p>
<p>In sintesi, l&#8217;applicazione del modello dell&#8217;equilibrio di Nash alla gestione aziendale permette di superare la rigidità delle decisioni isolate, favorendo un&#8217;evoluzione strategica continua. La sfida non è trovare una strategia perfetta ex ante, ma costruire un sistema decisionale in grado di apprendere e adattarsi costantemente, garantendo all&#8217;azienda un vantaggio competitivo sostenibile.</p>
<h2><strong>Aree di applicazioni nei contesti aziendali</strong></h2>
<p>In contesti aziendali ed economici, dunque, questa teoria può essere interpretata come un modello per il coordinamento ottimale delle scelte strategiche tra attori interdipendenti e possono essere impiegate in diversi ambiti della gestione aziendale per ottimizzare decisioni strategiche e migliorare l&#8217;efficienza organizzativa.</p>
<h4>1.Processo Decisionale e Coordinamento</h4>
<ul>
<li>In aziende complesse, con molteplici attori decisionali, l&#8217;adozione di un modello basato suII&#8217;equiIibrio di Nash permette di evitare conflitti e sprechi di risorse.</li>
<li>Attraverso iterazioni ripetute e feedback costanti, le decisioni possono convergere verso un equilibrio dinamico che rispetti le esigenze di tutti i dipartimenti e stakeholder.</li>
</ul>
<h4>2.Gestione delle Risorse Umane</h4>
<ul>
<li>La teoria può essere applicata nella negoziazione tra azienda e dipendenti, in cui gli adattamenti progressivi delle richieste salariali e delle condizioni di lavoro portano a un equilibrio equo per entrambe le parti.</li>
<li>Nei team di lavoro, l&#8217;auto-organizzazione basata sui principi dell&#8217;equilibrio facilita la distribuzione delle responsabilità e riduce l&#8217;attrito tra colleghi.</li>
</ul>
<h4>3.Strategia Aziendale e Innovazione</h4>
<ul>
<li>Nell&#8217;allocazione delle risorse tra diverse unità aziendali, un approccio basato sulla convergenza strategica può favorire l&#8217;equilibrio tra esplorazione e sfruttamento delle opportunità di mercato.</li>
<li>L&#8217;innovazione aziendale è spesso frutto di una serie di aggiustamenti iterativi. Creare un ambiente in cui gli attori possano adattare progressivamente le proprie strategie facilita il raggiungimento di un punto di equilibrio ottimale tra rischio e rendimento.</li>
</ul>
<h4>4.Relazioni con il Mercato e Stakeholder</h4>
<ul>
<li>Nel rapporto con fornitori e clienti, l&#8217;applicazione della teoria permette di negoziare accordi vantaggiosi per entrambe le parti, evitando squilibri che potrebbero generare instabilità contrattuale.</li>
<li>Anche nelle relazioni con gli investitori, un modello di adattamento progressivo e reciproco consente di trovare equilibri sostenibili tra la necessità di rendimento e la strategia di crescita dell&#8217;azienda.</li>
</ul>
<p>La teoria dell&#8217;equilibrio di Nash rappresenta, dunque, un&#8217;evoluzione della teoria dei giochi, introducendo un modello adattivo che si adatta perfettamente ai contesti aziendali moderni.</p>
<p>L&#8217;applicazione di questa teoria nella governance aziendale permette di gestire il cambiamento in modo efficace, migliorare il coordinamento interno e costruire relazioni sostenibili con i principali attori del mercato. L&#8217;adozione di un approccio basato su questa logica aiuta le aziende a evitare rigidità decisionali, permettendo loro di affrontare mercati in continua evoluzione con maggiore flessibilità e resilienza. Per i leader aziendali, comprendere e applicare il modello può fare la differenza tra una gestione statica e una strategia vincente orientata alla crescita sostenibile.</p>
<p>Ma l&#8217;equilibrio di Nash non è solo una delle scoperte più importanti della matematica applicata al comportamento umano. È anche, in controluce, una metafora esistenziale. Perché chi l&#8217;ha formulato, John Forbes Nash Jr., ha passato gran parte della propria vita alla ricerca di un equilibrio ben più difficile: quello dentro di sé. E forse, proprio perché Io ha inseguito così disperatamente nel suo mondo interiore, è riuscito a intravederlo anche nei modelli razionali del comportamento strategico.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Nash ha vissuto una delle traiettorie più complesse e struggenti della storia della scienza contemporanea. Dietro l&#8217;ambizione e il genio si nascondeva un&#8217;anima fragile, tormentata. A trent&#8217;anni, all&#8217;apice della carriera, Nash fu colpito da una forma grave di schizofrenia paranoide. Le allucinazioni si confondevano con i suoi pensieri matematici: era convinto che governi stranieri comunicassero con lui attraverso il &#8220;New York Times&#8221;, e che messaggi cifrati gli fossero indirizzati per salvare il mondo. Scriveva lettere deliranti a capi di Stato e ambasciatori, incollando sui fogli biglietti del metrò, ritagli, codici numerici. Nelle lavagne di Princeton lasciava frasi misteriose, e per anni divenne una sorta di spettro che si aggirava silenzioso nell&#8217;edificio in cui un tempo aveva brillato.</p>
<p>Ma la parte più sorprendente della storia è che Nash, nonostante tutto, è riuscito a guarire da un disturbo così pesante. Non grazie ai farmaci, che spesso rifiutava, ma &#8211; come dirà lui stesso &#8211; grazie a un lento processo di &#8220;razionalità volontaria&#8221;. Una progressiva scelta di non credere più alle voci, di ignorare le allucinazioni. Nessuno può dire con certezza come ci sia riuscito. Eppure, negli anni ’80, riemerse dal lungo blackout mentale. Ritornò a pensare, a studiare, a camminare di nuovo per Princeton con lo sguardo vivo, anche se segnato.</p>
<p>Nel 1994 ricevette il premio Nobel per l&#8217;economia. La cerimonia fu il culmine di un percorso di rinascita quasi miracoloso, tanto che l&#8217;Accademia svedese, prima di premiarlo, si rivolse a medici e psichiatri per accertarsi della sua capacità di partecipare. Nash si presentò con la moglie Alicia, che Io aveva seguito, curato, amato, anche nei momenti più bui.</p>
<p>E allora forse l&#8217;equilibrio di Nash è molto più di una formula. È l&#8217;esito di una lotta durata una vita, un punto di possibile armonia tra razionalità e caos, tra luce e ombra. La dimostrazione che anche laddove la mente sembra perdersi, la bellezza del pensiero può ancora tornare a fiorire. E che, a volte, le verità più universali nascono proprio nei luoghi più fragili dell&#8217;animo umano.</p>
<p>___</p>
<p><strong>Cesare Collinelli. </strong>Laureato con il massimo dei voti in Fisica Teorica aII’Università di Bologna, ha saputo tradurre il rigore della scienza in visione imprenditoriale, applicando i principi della fisica e della matematica alla guida e allo sviluppo dell&#8217;impresa. Dopo un&#8217;importante esperienza in aziende del settore IT, tra cui otto anni in IBM, nel 1994 fonda Azimut Romagna, realtà che nel 2008 diventa Gruppo Azimut. Collinelli ne guida la crescita fino alla nascita di Horsa, di cui è Presidente e fondatore. Sotto la sua leadership, Horsa si afferma come una delle realtà più rilevanti nel panorama italiano deII&#8217;Information Technology, un gruppo dinamico e articolato che integra competenze, tecnologie e soluzioni evolute. Il percorso di Cesare Collinelli riflette un raro equilibrio tra pensiero analitico e capacità imprenditoriale, visione strategica e concretezza operativa.</p>
<p><strong>Andrea Fiorenza.</strong> Responsabile della comunicazione corporate di Horsa, dove cura l&#8217;identità, i contenuti e le strategie del brand. Partner di Horsa People in qualità di consulente di direzione, unisce la competenza nella psicologia delle organizzazioni con una solida esperienza nella progettazione di interventi per Io sviluppo manageriale e la cultura d&#8217;impresa. Saggista e romanziere, ha insegnato in scuole di specializzazione post- universitarie in Italia e in Europa, è autore di numerose pubblicazioni tradotte all&#8217;estero. Tra i suoi titoli di taglio aziendale più noti: <em>La successione generazionale</em><em> nelle aziende </em>(Pozzi, 2024), <em>Comunicazione e cambiamento </em>(E.R. 1990), <em>Una nuova leadership, a cura di (Pozzi, 2024), L’azienda abitabile </em>(Pozzi, 2019). Ha inoltre curato l&#8217;edizione italiana del testo di Edgar Schein sulle ancore di carriera. In qualità di romanziere ha ottenuto premi e riconoscimenti con opere come <em>L’elefante nel salotto </em>(Fernandel, 2013), <em>Ti lascio per ultimo </em>(Gallucci, 2014) e <em>Sospesi </em>(Il Seme Bianco, 2019).</p>
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		<title>Wrike for HR: il caso Horsa</title>
		<link>https://blog.horsa.com/project-management/rp-wrike-for-hr-il-caso-horsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[silvia.danna@horsa.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Project Management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La digitalizzazione è una delle sfide maggiormente presenti all’interno dell’attuale contesto aziendale, ha un forte impatto su tutte le aree che compongono un’azienda e, di conseguenza, sui dipendenti. La collaborazione digitale dinamica tra i membri di un team diventa un elemento essenziale per contribuire al miglioramento dei processi interni e per rispondere alle esigenze del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>digitalizzazione</strong> è una delle sfide maggiormente presenti all’interno dell’attuale contesto aziendale, ha un forte impatto su tutte le aree che compongono un’azienda e, di conseguenza, sui dipendenti.</p>
<p>La <strong>collaborazione digitale</strong> dinamica tra i membri di un <strong>team</strong> diventa un elemento essenziale per contribuire al miglioramento dei processi interni e per rispondere alle esigenze del nuovo paradigma di <strong>hybrid-work</strong>. A tal proposito, <strong>Wrike</strong> è lo strumento ideale per semplificare e velocizzare il lavoro collaborativo. Approfondisci l&#8217;argomento in questo <a href="http://blog.horsa.com/project-management/lavoro-collaborativo-come-si-incentiva-in-azienda-con-wrike/" target="_blank" rel="noopener">articolo</a>.</p>
<p>Wrike è un tool di <strong>collaborative work management</strong> (CWM) e ciò significa che, oltre a mettere a disposizione degli utenti le classiche funzionalità dei software di project management quali, principalmente: la <strong>pianificazione</strong>, il <strong>monitoraggio e controllo</strong> dello <strong>stato di avanzamento</strong> di progetti e attività, la gestione del <strong>workload</strong>, Wrike permette ai team di rimanere sempre aggiornati sui vari task, condividendo informazioni e documenti di ogni genere, avviando approvazioni e incrementando la visibilità (… e trasparenza!) sull’operatività.</p>
<p>Wrike trova ampio spazio in molte aree aziendali e in particolare in questo articolo approfondiremo <strong>la sua diffusione nell’ambito HR</strong>, presentando il nostro caso, <strong>Wrike for HR: il caso Horsa</strong>.</p>
<h3>Human Resource: sfide e necessità</h3>
<p>L’innovazione tecnologica e il <strong>cambiamento socio-culturale</strong> hanno un forte impatto anche sull’ambito delle risorse umane.</p>
<p>La pandemia ha incrementato l’adozione di metodologie alternative di lavoro. Lo smart working, che spesso accorcia le distanze, semplificando la gestione del lavoro, a volte riduce la <strong>socializzazione</strong> e di conseguenza il <strong>senso di appartenenza</strong> della risorsa sia in relazione al proprio team di lavoro sia nei confronti dell’azienda. Per questo motivo, l’attenzione e la condivisione dei valori aziendali diventa una tematica di fondamentale importanza, quanto il <strong>benessere psico-fisico</strong>. La motivazione, la prospettiva di crescita, l’attribuzione di responsabilità, l’<strong>equilibrio</strong> tra <strong>lavoro e vita privata</strong>, rappresentano degli elementi fondamentali che una risorsa valuta per il proprio sviluppo personale e professionale. Il tema della formazione e degli aggiornamenti, infatti, costituisce un grande valore aggiunto, molto apprezzato sia dalle nuove leve sia dalle figure senior.</p>
<p><strong>Hybrid-work</strong>, <strong>business value</strong>, <strong>wellbeing</strong>, <strong>employee retention</strong> e <strong>talent development</strong> sono, infatti, solo alcune delle sfide che i team HR si trovano a dover affrontare ogni giorno.</p>
<h3>Wrike for HR</h3>
<p>Wrike è uno strumento estremamente <strong>flessibile</strong> e <strong>versatile</strong>, adattabile a qualsiasi team di lavoro. Permette di agevolare la collaborazione tra membri di un team, sia in ufficio sia da casa, riproponendo un’infrastruttura di base che rispecchi i processi operativi caratteristici dell’organizzazione (ad esempio ricreando dei flussi di approvazione di attività e documenti, utilizzando la terminologia tecnica, ecc.).</p>
<p>Vengono proposti alcuni casi pratici di utilizzo caratterizzati da modelli completamente personalizzabili:</p>
<ul>
<li><strong>On-boarding</strong> e <strong>off-boarding</strong>: questo template, a partire da uno spazio di lavoro, permette di gestire i processi di on-boarding e off-boarding, dedicando ad ogni risorsa un progetto, all’interno del quale saranno presenti dei sotto-progetti suddivisi per area in cui verranno registrate tutte le attività da svolgere (ad esempio per l’area IT: preparazione dotazioni HW, creazione Account, ecc.).  All’interno del template si trovano anche due <strong>dashboard</strong> – strumenti per gestire e monitorare il lavoro in modo semplice e dinamico – dedicate rispettivamente ai due processi, per poterne visualizzare efficacemente lo stato di avanzamento per ogni singolo dipendente.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Training Process</strong>: template utilizzato per strutturare e condividere le <strong>knowledge base</strong>, le linee guida e le regole dell’organizzazione con tutti i dipendenti. In questo modo, verranno diffuse delle <strong>procedure standard</strong> e consultabili in modo semplice.</li>
<li><strong>HR Candidate Profiles</strong>: Wrike è uno strumento in continua evoluzione ed ha da poco introdotto un nuovo <strong>framework</strong> per la gestione del lavoro: i <strong>Custom Item Types</strong> (CIT), elementi che permettono di personalizzare completamente task e progetti sulla base delle esigenze dell’organizzazione e dei singoli dipartimenti aziendali. Nel caso specifico dell’ambito HR, una delle possibili applicazioni dei CIT è rappresentato dalla raccolta e archiviazione dei CV. In particolare, è possibile creare una visualizzazione <strong>personalizzata dell’attività </strong>in cui verrà inserito il CV, scegliendo quali elementi mettere in evidenza per facilitarne la gestione (ad esempio: dati anagrafici, ruolo ricoperto, ultima esperienza, ecc.).</li>
</ul>
<h3>I vantaggi di Wrike</h3>
<p>Molti sono i vantaggi dell’adozione di uno strumento così<strong> innovativo</strong> e <strong>agile</strong>.</p>
<h5>1)  Migliora la collaborazione nei team</h5>
<p>In primis, il notevole incremento della collaborazione del team HR e la <strong>riduzione della complessità</strong> dei processi operativi. Wrike, infatti, grazie a <strong>numerose automazioni e personalizzazioni</strong>, permette di definire e snellire i flussi di lavoro, riproponendo una <strong>user experience</strong> estremamente <strong>coinvolgente</strong>. Questo strumento, inoltre, permette di definire delle procedure standard come, ad esempio, l’archiviazione dei CV, la gestione del recruitment e di tutte le informazioni relative ai dipendenti, la pianificazione delle attività e del training (certificazioni, corsi, attestati), la gestione dell’employee life cycle. Stiamo parlando di una <strong>single source of truth – </strong><em>un’unica sorgente di verità</em>, che si traduce nella possibilità di gestire all’interno di un unico strumento molteplici informazioni, riducendo la necessità di ricorrere a molteplici fonti<strong> &#8211;</strong> in cui poter organizzare tutte le informazioni.</p>
<h5>2) Semplifica la gestione delle attività e dei progetti, riduce il tempo necessario per la produzione di report e migliora l&#8217;efficienza complessiva del team</h5>
<p>Un altro dei vantaggi di Wrike è sicuramente rappresentato dalla riduzione dell’<strong>effort</strong>, inteso come minor tempo e maggiore efficienza nella produzione di reportistica (e quindi ricerca di dati e informazioni necessarie) e nel monitoraggio complessivo delle attività in corso, grazie all’utilizzo di <strong>report</strong> e dashboard personalizzate. All’interno di questo strumento, è inoltre possibile creare dei form di richiesta personalizzati, in modo tale da facilitare l’inserimento dei dati, dando maggiore visibilità alle attività da svolgere nei confronti dell’organizzazione.</p>
<h5>3) Gestione efficiente del workload</h5>
<p>Non meno importante è la gestione del workload. Grazie a questa funzionalità espressa attraverso un grafico costruito ad hoc, è possibile distribuire in modo equo il carico di lavoro alle risorse del team, evitando così, la sovrallocazione delle risorse.</p>
<p>Questi sono solamente alcuni dei benefici apportati dall’implementazione di Wrike, ma vediamo ora nello specifico il caso di applicazione al <strong>Team HR di Horsa</strong>.</p>
<h3>Il caso Horsa</h3>
<p>Il mondo ICT non è solo tecnica: Horsa presta da sempre molta attenzione al coinvolgimento e allo sviluppo personale e professionale delle proprie persone, con iniziative e progetti che toccano ambiti anche molto diversi da quello informatico. Il Team HR propone iniziative curiose e coinvolgenti, rendendo i dipendenti Horsa protagonisti attivi della creazione di un <strong>ambiente lavorativo autentico</strong> e stimolante.</p>
<p>Data la sua grande versatilità, il Team HR ha optato per l’implementazione di Wrike, partendo dalla riorganizzazione del processo di gestione delle <strong>nuove opportunità</strong> e dei <strong>nuovi possibili candidati</strong> all’interno di questo tool.</p>
<p>In particolare, è stato creato un <strong>form</strong> per la richiesta di nuove posizioni lavorative, condiviso con i responsabili delle singole <strong>Business Unit</strong> (BU) di Horsa. L’invio del form avvia l’apertura di una nuova posizione e, di conseguenza, la ricerca del talento da acquisire.</p>
<p>Per ogni ruolo ricercato, viene creato un progetto all’interno della cartella dedicata ad ogni BU. I candidati rappresentano una singola attività del progetto, in cui vengono inserite tutte le informazioni rilevanti, in modo tale da condividerne i riferimenti con il responsabile della BU in questione, promuovendo una collaborazione all’interno dello strumento.</p>
<p>Per monitorare lo stato delle candidature, è stato ideato un workflow apposito e sono stati creati tanti report quante sono le BU. I dati sono stati raggruppati per ruolo di riferimento e status della richiesta.</p>
<p>In questo modo, la gestione delle candidature acquisisce visibilità per tutti i membri del team.</p>
<p>Il percorso del <strong>Team HR di Horsa</strong> è iniziato da poco, ma la semplicità d’uso e l’elevato livello di personalizzazione di Wrike faranno sì che questo strumento contamini molti altri processi, portando ad una collaborazione sempre più attiva tra le varie BU.</p>
<p>Questo è solo l’inizio di un intenso percorso rivoluzionario!</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>Wrike connette le esigenze innovative dei team con quelle operative e gestionali, con lo scopo di raggiungere esperienze lavorative originali ed esclusive. Horsa Plan affianca i team di lavoro in questo percorso dinamico, supportando i clienti e proponendo soluzioni in linea con le necessità dell’organizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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